sabato 2 aprile 2016

Leggere e amare

Anni fa (primi anni novanta) passeggiando per Milano, in zona Paolo Sarpi quando ancora non era la Chinatown che dicono sia diventata, nei pressi del piccolo supermercato Pam che allora frequentavo, avevo notato una nuova insegna accattivante.
Non ricordo se fosse una libreria, probabilmente lo era, ma mi è rimasta impressa l'insegna: LEGGERE E AMARE.
Poteva essere interpretata come la correlazione tra due verbi all'infinito (l'interpretazione più immediata), ma anche come quella tra due aggettivi: (cose) leggére e amare.
Molto evocativa e intrigante, con un lieve retrogusto.

Mi ricorda la canzone di De Gregori Sotto le stelle del Messico a trapanar, che il cantautore voleva intitolare Infiniti tronchi, perché, come spiegava nell'introduzione di Catcher in the Sky


La prossima è una canzone costruita in modo piuttosto particolare. E' fatta con dei verbi posti tutti al modo infinito e tutti questi verbi hanno anche l'ultima sillaba accentata, quindi sono parole tronche. (...) Allora tutti questi verbi sono infiniti tronchi. Io volevo chiamare questa canzone, proprio per chiarezza, "Infiniti tronchi". Poi però ho pensato che qualche critico musicale l'avrebbe scambiata per una canzone su una foresta sterminata.
Ah!Ah!

Vorrei che questo fosse un blog in cui riporto, in modo spero non molto disordinato, tutti quello che sui libri e la lettura trovo di interessante e bello e divertente che vorrei lasciasse una traccia un po' più profonda del solito leggiucchiare svagato su Internet. Speriamo bene!

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